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IL FANTASMA DI GILWELL PARK

da | Gen 7, 2022

Come ogni luogo inglese che si rispetti, GiIwell Park ha – o meglio aveva, fino a qualche anno fa – un suo fantasma. La storia mi è stata raccontata di recente. Non si tratta di una storiella
allegra come quella del fantasma di Canterville, ma di una vicenda melanconica e struggente. Non ha a che vedere col noto acquisto da parte di deBois Maclaren a favore di B.-P. nel 1919 in quanto risaie a molti anni prima.

IL FANTASMA DI GILWELL PARK

Al centro di GiIwell Park si trova ancor oggi la Casa Bianca (the White House), un edificio più volte ampliato in cui oggi si è trasferita la sede centrale dell’associazione scout britannica. Il nucleo più antico dell’edificio venne costruito nella seconda metà del Settecento dal proprietario di Gilwell Park di allora, Leonard Tresilian.

Alla sua monte net 1792 la proprietà passò alla figlia Margaret, che andò sposa a William Bassett Chinnery. La famiglia Chinnery abitò la Casa Bianca per circa 20 anni, durante i quali Margaret abbellì notevolmente i giardini, con interventi ancora oggi riconoscibili nella Passeggiata dei Tigli (Lime Walk) e nel Prato del Bufalo (Buffalo Lawn; con la statuetta del bufalo offerta dall’associazione scout americana).

Margaret e William divennero famosi per i loro ricevimenti sfarzosi, frequentati da gran parte dell’alta società londinese, compreso lo stesso re Giorgio III.

I Chinnery ebbero tre figli, morti tutti in giovane età prima dei loro genitori. Il più piccolo, WaIter, morì a 10 anni in Francia nel 1802. Fu sepolto in una tomba di famiglia nell’Abbazia di Waltham non lontano da GilweII Park, ma Margaret fece costruire in suo ricordo un monurnento funebre ancor oggi esistente, vicino al Centro del Cigno (Swan Centre). La loro unica figlia Carolina prese la tosse convulsa, una malattia che a quei tempi lasciava poche speranze. Tuttavia Carolina si riprese inaspettatamente, con grande gioia dei genitori, che in segno di ringraziamento fecero erigere una colonna, la “colonna di Carolina”, tuttora visibile nell’odierna cappella anglicana. Ma l’erezione della colonna era appena ultimata che Carolina ebbe una ricaduta e morì. Anch’essa fu sepolta nell’Abbazia di Waltham. Il terzo figlio morì in Spagna a 27 anni.

Ma le tragedie non erano finite. William Chinnery lavorava per il governo inglese in qualità di intendente per le lontane colonie australiane, proprio allora costituite, del Nuovo Galles del Sud e della Tasmania. I frequenti e brillanti ricevimenti cui ho accennato sembravano poco compatibili con lo stipendio relativamente modesto di un intendente, mentre d’altra parte
suscitavano non poche gelosie. Vi furono interrogazioni parlamentari. Una prima inchiesta ebbe luogo net 1907, ma si concluse con un nulla di fatto. A conclusione di una seconda inchiesta nel 1812 risultò invece che Chinnery aveva falsificato per anni i libri contabili del governo, creando un ammanco di 81.000 sterline (qualche milione di Euro di oggi). Chinnery si sottrasse
aIl’arresto fuggendo in Svezia, mentre la povera Margaret, rimasta sola, fu soggetta al sequestro della proprietà nella quale era nata e vissuta, che il governo vendette per sanare in parte il buco di bilancio provocato dalle malversazioni del marito.

Una lettera del 2 luglio 1812, dignitosa e tristissima, ci descrive il suo stato d’animo: “È un paradiso terrestre [scriveva Margaret di Gilwell Park] in cui l’armonia deliziosa derivante dall’accordo perfetto Ira dovere e inclinazione era profondamente sentita e fonte di godimento.
Quanti sono stati testimoni del nostro modo di vivere a Gilwell possono garantire che ciò che affermo corrisponde a verità. Il Signore Iddio conosce meglio di tutti il motivo per cui la casa felice e pacifica dove Egli era adorato in fedeltà e verità è ora venduta al pubblico incanto. Nel giardino vi è un piccolo monumento in memoria del mio figlio più piccolo. Ogni giorno lo
adornavamo di fiori freschi: dovrà essere ora demolito o distrutto? C ‘è anche una colonna assai cara al mio cuore, poiché venne eretta in ricordo di ciò che vanamente credemmo fosse la guarigione di mia figlia dalla tosse convulsa. Nulla ora ml rimane di ciò che finora possedevo, se non un solo figlio. Chino la testa in rassegnazione. A coloro cui è delegato il potere sulla
terra rassego il mio titolo alla casa paterna”.

Col cuore straziato, Margaret emigrò in Francia, dove più tardi la raggiunse il marito. William morì nel 1826, e Margaret portò neila tomba, nel 1840, il suo dolore e rimpianto per gilwell Park. I due vennero sepolti nel noto cimitero parigino del Père-Lachaise.

La storia potrebbe finire qui, se non fosse che, da quando lo scautismo inglese acquistò il terreno nel 1919, vi sono stati diversi avvistamenti notturni di una signora biancovestita che si muoveva sul terreno, apparentemente in ansiosa ricerca di qualcosa o di qualcuno…

“Un fantasma? Ma andiamo!”. Penso che molti lettori prenderanno la cosa sul ridere. Confesso che anchio sulle prime ho reagito cosi. “I soliti inglesi…”. Personalmente ho frequentato Gitwell Park da quasi 50 anni senza mai avere apparizioni, e con me tanti altri Capi di tutti i Paesi.
Eppure… forse non avevo l’età giusta. Sta di fatto che quAndo dei Lupetti, che dal Capannone delle Vacanze di Branco (Pack Holidays Hut) escono di notte per andare al bagno che si trova dall’altra parte del prato, rientrano urlando di spavento e svegliando tutto il Branco – Lupetti, si badi, che nulla sanno della storia di Margaret Chinnery – e quando questo accade più
volte… beh, qualche pensiero ti viene.

Passa del tempo, e qualche anno fa una ricercatrice australiana che studia la storia delle colonie australiane nelI’Ottocento riporta in luce la vicenda giudiziaria di William Chinnery. Tra l’altro essa visita Gilwell Park, dove gli scouts le mostrano il monumento a William e la colonna di Caroline. Poco dopo, trovandosi a Parigi le viene l’idea di recarsi al Père-Lachaise a visitare
la tomba dei Chinnery. Naturalmente si reca per prima cosa alla direzione del cimitero dove un impiegate cortesemente si informa se la ricercatrice sia una parente dei defunti. L’ australiana nega e chiede del perché della domanda. La risposta: le autorità stanno ristrutturando quella parte del cimitero e si apprestano a demolire quelle tombe. La ricercatrice avverte subito la sede centrale inglese, e il bravo direttore degli archivi Paul Moynihan si mette in moto con la consueta passione e precisione. Viene sentita la direzione del Père-Lachaise, per conoscere a quali condizioni ed a chi potrebbero essere rimessi i resti mortali dei due coniugi.

Vengono ritrovati i discendenti viventi della famiglia, che dapprima pensano ad un’inumazione all’Abbazia di Waltham: ma la cosa non si rivela possibile per varie ragioni. La soluzione possibile, e alla fine prescelta, è quella della cremazione, con spargimento delle ceneri sul terreno di Gilwell.

Segue una complessa vicenda burocratica durata due anni; che coinvolge i discendenti della famiglia Chinnery, un’impresa inglese di pompe funebri, il Ministero dell’Interno inglese, le dogane inglesi, il locale Coroner (magistrato competente nei casi di morte), il crematorio di Londra, le dogane francesi, la polizia parigina (il cui Commissario capo ha voluto essere personalmente presente all’esumazione), e naturalmente l’associazione scout inglese.

Una vicenda che solo la pazienza e la tenacia di Paul riescono a condurre in porto. Va anche detto – ulteriore tocco di mistero nella vicenda – che la procedura non ha gravato sul bilancio degli scouts britannici, giacché un donatore rimasto sconosciuto, che agiva per il tramite di un notaio, ha preso su di sé ogni spesa. Alla fine, dopo la cremazione e un breve servizio religioso alla presenza dei discendenti e degli scouts, le ceneri di Margaret e di William hanno finalmente fatto ritorno, dopo 190 anni, nel posto che era stata la loro casa, accanto al monumento di Walter e alla colonna di Carolina.

Beh, come dicevo, uno ci può credere, oppure no. Ma è un fatto che da allora la signora biancovestita ha cessato di aggirarsi sui prati di Gilwell Park: è tornata a casa nel suo paradiso terrestre, per sempre.


Mario Sic
a

da Esperienze e Progetti

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