Nuove Aquile Randage

Chiara: alla sequela di un umile maestro…

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Mag 14, 2014 Francescoutismo 0 Comments

Santa_Chiara_d'_Assisi

Come per opera del beato Francesco mutò vita e passò dal mondo alla vita religiosa.

Ben presto, perché la polvere del mondo non abbia ad appannare lo specchio di quell’anima tersa e il contatto con la vita mondana non ne contagi la pura giovinezza, il padre santo si affretta a sottrarre Chiara dalle tenebre del mondo. Era prossima la solennità delle Palme, quando la fanciulla con cuore ardente si reca dall’uomo di Dio, per chiedergli che cosa debba fare e come, ora che intende cambiare vita. Il padre Francesco le ordina che il giorno della festa, adorna ed elegante, vada a prendere la palma in mezzo alla folla, e la notte seguente, uscendo dalle mura, converta la gioia mondana nel pianto della passione del Signore. Venuta dunque la domenica, la fanciulla entra in chiesa con le altre, radiosa di splendore festivo tra il gruppo delle nobildonne. E li avvenne – come per un significativo segno premonitore – che, affrettandosi tutte le altre a prendere la palma, Chiara, quasi per un senso di riserbo, rimane ferma al suo posto: ed ecco che il vescovo discende i gradini, va fìno a lei e le pone la palma tra le mani. La notte seguente, pronta ormai ad obbedire al comando del Santo, attua la desiderata fuga, in degna compagnia. E poiché non ritenne opportuno uscire dalla porta consueta, riuscì a schiudere da sola, con le sue proprie mani, con una forza che a lei stessa parve prodigiosa, una porta secondaria ostruita da mucchi di travi e di pesanti pietre.
8 Abbandonati, dunque, casa, città e parenti, si affrettò verso Santa Maria della Porziuncola, dove i frati, che vegliavano in preghiera presso il piccolo altare di Dio, accolse la vergine Chiara con torce accese. Lì subito, rinnegate le sozzure di Babilonia, consegnò al mondo il libello del ripudio; lì, lasciando cadere i suoi capelli per mani dei frati, depose per sempre i variegati ornamenti. Né sarebbe stato giusto che, alla sera dei tempi, germogliasse altrove l’Ordine della fiorente verginità, se non lì, nel tempio di colei che, prima tra tutte e di tutte la più degna, unica fu madre e vergine. Questo è quel famoso luogo nel quale ebbe inizio la nuova schiera dei poveri, guidata da Francesco: così che appare chiaramente che fu la Madre della misericordia a partorire nella sua dimora l’uno e l’altro Ordine. Poi, dopo che ebbe preso le insegne della santa penitenza davanti all’altare di santa Maria e, quasi davanti al talamo nuziale della Vergine, l’umile ancella si fu sposata a Cristo, subito san Francesco la condusse alla chiesa di San Paolo, con l’intenzione che rimanesse in quel luogo finché la Volontà dell’Altissimo non disponesse diversamente.

La seconda edizione della “francescout” ci permetterà di vivere la spiritualità di Santa Chiara, una ragazzina di 17-18 anni che, anch’essa, preferì abbandonare gli agi della propria vita nobiliare, per seguire i santi stracci del figlio di un ricco mercante che d’improvviso sembrava “aver dato di matto”. La francescout ci permetterà di conoscere Chiara, innamorandosi della sua figura attraverso il racconto degli atti della sua vita, mentre si visitano i luoghi in cui essa scrisse la sua storia con la penna della Santità. Ma non finisce qui: la francescout, come si è già detto, si contraddistingue per le proposte fatte all’improvviso, come doni che scendono dal Cielo inaspettati. Ci sarà un’attività bellissima e particolarmente accattivante che, dopo una giornata fisicamente MOLTO dura, imprimerà nel cuore dei “francescout per una volta” e dei “novizi” l’amore per una così bella figura: quella di Chiara, figlia di Favarone d’Offreduccio e di Ortolana, che se avesse deciso di rimanere presso i fasti e la nobilità della propria famiglia, avrebbe vissuto una vita agiata, ma ormai dimenticata…Invece siamo qui a raccontarne le gesta…


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