Nuove Aquile Randage

Una chiamata personale nella dimensione del silenzio

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Mag 14, 2014 Francescoutismo 0 Comments

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Assisi è denominata per antonomasia la “città della pace”. Ed è questo quel che cerca il pellegrino quando viene a visitare i luoghi del Poverello: pace interiore, dal quale può sgorgare un messaggio personale per la propria vita, un cambiamento interiore radicale, un inizio di conversione che poi opera nell’anima dell’uomo. La medievalità che ancora si respira, le chiese, le basiliche, le case, i vicoli e la Natura stessa, richiamano l’esperienza di un uomo (Francesco) e di una donna (Chiara) che misero in discussione la propria vita, alla sequela di Cristo.
I “francescout per una volta” e i “novizi” che arriveranno il 30 di maggio 2014 alla Porziuncola giungerenno proprio con la sete di un messaggio che possa dire e dare qualcosa alla propria vita, consegnando sé stessi e mettendosi in discussione, sospendendo per alcuni giorni la quotidianità per dare spazio al silenzio. È proprio con la dimensione del “silenzio” che inizierà l’esperienza francescout, perché grazie al silenzio della nostra voce e dei nostri pensieri, potremo dare spazio ad un’altra voce proveniente da una dimensione “totalmente altra”. Come il crocifisso di San Damiano parlò a Francesco in un momento di profondo silenzio, così questo “fare silenzio” (che è molto più di “stare silenzio”) riuscirà a calare i francescout nel “deserto” di quell’alterità ricercata che si farà trovare essa stessa per prima. Che significa? Quante volte le persone se ne vanno da un luogo sacro deluse perché “non hanno sentito niente”? Sta proprio in questo l’errore e sta proprio in questo la forza dell’esperienza francescout, che parte da una consapevolezza che fu propria di Francesco e di Chiara. L’uomo non può pretendere di giungere da solo a Dio, ma in quanto “capax Dei” deve mettersi in ascolto per poter far si che sia Lui a parlarci. La dimensione del silenzio è la chiave che apre la porta del nostro essere verso il “totalmente altro”: è il punto di contatto con Dio. Questo discorso può apparire difficile ai più, ma attraverso la semplicità della proposta francescout, i “francescout per una volta” e i “novizi” riusciranno a sperimentare nella propria vita il significato di questo messaggio, provando sulla propria pelle i punti vivi di contatto tra Scoutismo e Francescanesimo, a cominciare dall’elemento del creato, a cui Francesco era legato in modo particolare, perché gli dava “significatione” di Dio (“Laudato sii, o mi Signore…”).
Solo a partire dal silenzio si potrà gridare la gioia di un’esperienza irripetibile, che legherà indissolubilmente l’anima dei partecipanti francescout allo “spirito di Assisi”. Solo vivendo i sorrisi e la gioia interiore dei figli spirituali di Francesco si potrà comprendere il lascito spirituale e morale di Francesco, solo respirando l’umiltà del Poverello si riuscirà a farsi “infinitamente piccoli” di fronte all’ “infinitamente grande”. Lo Spirito, nella francescout, opera attraverso parole e opere, momenti di raccoglimento e momenti di gioiosa avventura, momenti di strada e momenti di pieno contatto con gli elementi della Natura, che rimanderanno, attraverso un’esegesi vissuta del Cantico delle Creature e delle Fonti Francescane e Clariane, al Sempiterno Messaggio d’amore di Dio per l’uomo. Dopo il fragore di avventurose esperienze scoutistiche, il silenzio e il gioioso raccoglimento dei luoghi francescani rinfrancheranno l’anima di un corpo spossato dalle attività, ma egualmente felice e aperto a un Messaggio ristoratore.
Il Roverismo e lo Scoltismo Cattolici trovano ad Assisi il loro compimento, in una specie di “inclusione scoutistica” che iniziò da lupetti, con le “caccie di San Francesco”. Quello che da bambini sembra la bella favola di un uomo buono, nell’età della Terza Branca diventa un autentico incontro personale che in qualche modo potrà dare un fondamentale contributo per le scelte dei ragazzi e delle ragazze, aiutandoli ad orientarsi nel loro discernimento di vita.
Con il clan francescout di Giunglasilente potete conoscere Francesco e Chiara come mai li avete conosciuti. “Venite e vedrete” (Gv 1,38).
Pace e bene e buona strada…
Clan Francescout di Giunglasilente: giunglasilente@tiscali.it


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