Nuove Aquile Randage

30 Giugno 2009. Una fine o un nuovo inizio?

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Mag 17, 2014 Radici Scout 0 Comments

lupogrigio

Il 30 Giugno 2009, presso l’ospedale di Castiglione del Lago (Pg) tornava alla Casa del Padre Lupo Grigio, anima pulsante di Giunglasielente e primo Presidente di A.S.C.I. ESPLORATORI E GUIDE D’ITALIA, ultimo vecchio lupo della vecchia A.S.C.I. della Provincia di Perugia, che ben conobbe i grandi protagonisti di quel grande Scoutismo che fu. Si dice che quando muoiono gli anziani, muore un’epoca con loro. Ed è vero e giusto che ogni epoca debba viversi per com’è, perché ha sempre qualcosa da apportare all’uomo, ma di certo, come credo scrisse Leopold Von Ranke, “mediante la storia noi non dovremmo divenire più accorti per un’altra volta, ma saggi per sempre“. Questa saggezza ce la offrono il passato e coloro che ci precedettero, gettando le basi per la nostra storia. E’ questo il senso del “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato. E anche il “trapasso delle nozioni” ha questo concetto di fondo. In una logica di continuità metodologica (partendo ovviamente dall’amore e dall’umano affetto) lasciare l’insegnamento di chi ci precedette è come abbandonare una strada, per perdersi in vie sconosciute e per niente sicure. E’ per questo che il locale tentativo di rimozione della memoria di Marcello Lazzeroni è un errore pacchiano e grossolano, in quanto non porta da nessuna parte, facendo solo perdere la vera identità Scoutistica che contraddistinse l’unico vero Capo Scout locale che veramente conoscesse il Metodo a tutto tondo, provenendo da un glorioso passato. Finché Lupo Grigio parlava ed era in vita, c’era la sua esperienza diretta a parlare. Ma crediamo che, a maggior ragione, specie per l’Associazione di cui egli fu primo Presidente, il momento del suo ritorno presso la Casa del Padre sia un momento di nuovo inizio, perché può dar modo a tutti noi di fermarci e di riflettere sulle sue parole, sui suoi insegnamenti e sui suoi molteplici scritti, ora tesoro del “Centro Studi Marcello Lazzeroni” e che ora parlano prendendo una vita propria (nella logica della filologia del destinatario di uno scritto, secondo Umberto Eco).

Gli scritti di Lupo Grigio sono diventati a loro volta “fonti”, sia locali che a livello nazionale, autentiche “radici” dello Scoutismo Cattolico Italiano. L’impressionante mole di quanto produsse in una vita di riflessione serve proprio ora ad una matura riflessione per una crescita metodologica, pedagogica e umana. A più di cento anni dalla nascita dello Scoutismo, è doveroso guardarsi indietro per farsi indicare la direzione giusta da prendere. E’ come rileggere lo “Scouting For Boys” una volta all’anno (consiglio tra l’altro perorato da B.P.). Alla stessa stregua, interrogare chi c’è stato prima di noi, ci darà modo di poter continuare per la direzione tracciata da chi ci aprì la strada. Se ci pensiamo, quando muore qualcuno vicino a noi, qualcuno che per noi è un autentico punto di riferimento, la prima sensazione che proviamo, oltra a quella del naturale dolore, è proprio quella dello smarrimento, della paura di non farcela da soli. Solo allora ci si rende conto di quanto valesse quella persona e dal quel momento si comincia ad imitarla seriamente, pur mantenendo la propria personalità, le proprie peculiarità che fanno di noi una persona unica e irripetibile, che darà a sua volta un contributo agli altri. Non possiamo non insistere su questo punto, anche perchè la riscoperta della storia dello Scoutismo, così celebrata da tutte le Associazioni, ci dà ragione. Non possiamo non insistere sul monito delle Aquile Randagie ai posteri, perché se dimenticheremo, saremo a nostra volta dimenticati. Un giorno, infatti, da frutto dell’albero diventeremo a nostra volta radici, come lo è adesso il nostro Marcello. E le radici, si sà, portano linfa vitale a quella bellissima quercia che è il movimento scout. Ai posteri l’ardua sentenza, ma da chi fu prima di noi la provenienza… 

 


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