IL PERCHE' DI TUTTE LE COSE...

di Capovaccaio Burbero

   
   

Assisi.
                         Tarda serata del Primo di Dicembre 2005.
                         Mi trovavo in un convento dei Frati cappuccini assieme ad un mio amico, Fra' Maurizio. Stavo con lui leggendo un bellissimo passo tratto dalla Rivista Scout "Esperienze e Progetti", intitolato "Lettera a Giacomo", un ragazzo che studia a Stoccolma Fisica Pura, di cui riporto uno stralcio: (Ebbene si, lo leggiamo anche noi, Esperienze e Progetti!")

   

"Carissimo Giacomo, (...)
Sto pensando al tuo impegno di studio su cose di altissimo livello e a noi incomprensibili, sicuro che avrai il successo che meriti. E l'altro giorno ho avuto come una mia divagazione, che adesso ti racconto:
Una voce ti chiamava e tu ti trovavi nel buio assoluto. Il niente.
"Dato che ormai sei così colto, fà la Terra".
"Come?"
"La devi fare con un po' di terra e di acqua. Falla come una palla. Deve essere grande. Per girarla con una mongolfiera ci si deve mettere circa 80 giorni. Ci vogliono anche i venti, le nuvole, la pioggia."
"E come si regge in questo infinito?"
"Beh, falla girare intorno ad una palla più grossa, magari di fuoco così si illumina e si scalda".
"E la palla grossa come si regge?"
"Uffa, fa altre palle.. Fa come ti pare. Guarda che poi ci vogliono le piante. Quelle alte come gli alberi e quelle piccolissime."
"E da dove parto?"
"Parti dai semi. Devono essere piccoli, ma una volta dentro la terra bagnata si devono dividere in due, in quattro, in otto... ed alcune parti formeranno il tronco, altre i rami, le foglie, i fiori. Questi dovranno essere belli e diventare poi frutti e nuovi semi.
"Ma guarda che è difficilissimo"
"Allora che hai studiato a fare?"
"A questo punto dovrai metterti a fare gli animali. E' un po' complicato perchè loro si muovono, cercano il cibo per mangiare, si accoppiano, fanno nascere i loro figli."
"Ne basterebbe uno?"
"Vuoi scherzare? Ne servono migliaia e migliaia di specie. Ma tu hai studiato."
"Mamma mia!Mi sa che non glie la faccio a fare tutto".
"Ma non è tutto. La cosa più bella è che dovrai fare l'UOMO. E' inutile che ti sto a spiegare come è fatto l'uomo. Guarda dentro te stesso. E non ti illudere di poter fare un animale con una forma particolare. L'intelligenza (quella che ti serve per studiare), la volontà libera, l'amore spirituale, non generano dalla ciccia e dagli istinti. Occorre che abbia un qualcosa in più".
"E dove lo prendo questo qualcosa, dalla terra, dall'acqua, dal vento?"
"La materia viene dalla materia, l'anima che è spirito, dallo spirito. Nota anche che l'uomo, a differenza degli altri animali, si è sempre costruito tombe."
A questo punto, mi è venuta fame e sono andato in cucina e la visione si è dissolta.
Non vedo l'ora di poterti abbracciare
Nonno Guido"

Finito di recitare la lettura (mi piace recitarle), ci siamo guardati e per primo ho commentato la lettera, estrapolandone il mio senso: "E' bellissimo allargare i propri orizzonti, è stupendo riuscire a coltivarsi una cultura... Una volta i grandi dicevano ai piccini: "tu sarai quel che leggi"... Ed è vero!
Ma dobbiamo sempre riconoscere che la cultura, come l'intelligenza, il saper fare e la vita stessa, ce le ha date Dio cui è dato anche di togliercele. 
Possiamo essere quindi dei Capaci, dei grandi: basta saper riconoscere che, però, ove iniziano i nostri limiti, lì inizia Dio: il discepolo può superare l'insegnante, ma la creatura mai potrà superare, né sperare di arrivare al Creatore.
Il silenzio stesso, nel nulla, chiedeva a Giacomo di iniziare a fare la Terra ed il suo abitato, creature comprese: ma con il nulla, senza una base di materia già creata, Giacomo, nonostante la sua enorme cultura, non può far nulla, appunto. Qui iniziano i limiti di Giacomo ed iniziano i nostri.
L'ultima frase, che recita:
"La materia viene dalla materia, l'anima che è spirito, dallo spirito. Nota anche che l'uomo, a differenza degli altri animali, si è sempre costruito tombe", mi ha davvero colpito... L'uomo, a differenza degli animali, si è sempre costruito tombe... già, tombe! E qui abbiamo il richiamo alla morte ed alla nostra caducità. Quindi, su un volo pindarico, ecco giungere le solite domande: perchè la morte?perchè le malattie? Perchè le guerre? Perchè tutto quello che vediamo nei telegiornali? Se Dio è Misericordioso, perchè lascia che accada questo? Io stesso, Capovaccaio Burbero, nel 2003 ebbi un gravissimo lutto in casa.. Perchè? Queste le domande che tutti si pongono e che pongono.
Qui è entrato in azione il mio buon amico Frà Maurizio: "Vuoi sapare a cosa mi ha richiamato questa lettura?" - Si è alzato, ha tirato fuori la Bibbia ed ha iniziato a leggere così: 
         

6                            "Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro. 7 Il Signore chiese a satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Da un giro sulla terra, che ho percorsa". 8 Il Signore disse a satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male". 9 Satana rispose al Signore e disse: "Forse che Giobbe teme Dio per nulla? 10 Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. 11 Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!". 12 Il Signore disse a satana: "Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui". Satana si allontanò dal Signore. 13 Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, 14 un messaggero venne da Giobbe e gli disse: "I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, 15 quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo". 16 Mentr`egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo". 17 Mentr`egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo". 18 Mentr`egli ancora parlava, entrò un altro e disse: "I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, 19 quand`ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo". 20 Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò 21 e disse:

                              "Nudo uscii dal seno di mia madre,

                               e nudo vi ritornerò.

                               Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,

                                              sia benedetto il nome del Signore!". 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

                                               Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. 2 Il Signore disse a satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Da un giro sulla terra che ho percorsa". 3 Il Signore disse a satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo". 4 Satana rispose al Signore: "Pelle per pelle; tutto quanto ha, l`uomo è pronto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi un poco la mano e toccalo nell`osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!". 6 Il Signore disse a satana: "Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita". 7 Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie disse: "Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!". 10 Ma egli le rispose: "Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?".

                                 In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo. 12 Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. 13 Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore."

Non ve la farò ulteriormente lunga: vi dirò solo che, questi tre amici, udendo il bellissimo ma straziato lamento di Giobbe (ormai avrete capito che è lui), iniziarono a sputar sentenze contro di lui, dicendo che secondo loro, se gli stavano accadendo tutte queste cose sicuramente doveva aver combinato qualcosa. Altrimenti Dio non si sarebbe infuriato in questa maniera! I tre amici, nel cercare di aiutarlo, diventarono invece dei "consolatori inopportuni" ed anzi buttavano giù ancor di più il povero Giobbe, già di per sé in seria difficoltà. Gli interventi dei tre amici sono lunghi e strazianti e addirittura, quando Giobbe riuscì a zittirli con la sua dialettica che scaturiva dalla sua gran Fede (fino a quel momento e mai Giobbe aveva ripudiato Dio né aveva mai smesso di credere in Lui nonostante tutto quello che stesse passando) solo allora entrò in gioco un quarto amico che, avendo udito fino a quel momento i dialoghi senza mai intervenire, cominciò a sferrare degli attacchi atroci alla personalità di Giobbe che pur continuava a lodare Dio, pregandolo che a tutta quella sofferenza fosse posta fine.

Vi siete mai trovati in situazioni simili a queste? Quando e se siete caduti nel bisogno, vi è mai successo che le persone che credevate amiche invece di aiutarvi vi hanno ripudiato (e anche peggio?) Ecco il perchè di tutte le negatività del Mondo. Per me, la lettura di Giobbe, è stata una gran risposta...

Si, ho capito: volete leggere come andò a finire per Giobbe: andò a finire che Giobbe voleva parlare con Dio per sapere che cosa avesse fatto, perchè stava in quella maniera, perchè la sventura si era abbattuta su di lui, ma tutte queste domande di un sofferente erano sempre permeate di Lode verso di Lui. E allora....

                                                     Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine:


Sapienza creatrice

               Chi è costui che oscura il consiglio

con parole insipienti? 3 Cingiti i fianchi come un prode,

io t`interrogherò e tu mi istruirai. 4 Dov`eri tu quand`io ponevo le fondamenta della terra?

Dillo, se hai tanta intelligenza! 5 Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,

o chi ha teso su di essa la misura? 6 Dove sono fissate le sue basi

o chi ha posto la sua pietra angolare, 7 mentre gioivano in coro le stelle del mattino

e plaudivano tutti i figli di Dio? 8 Chi ha chiuso tra due porte il mare,

quando erompeva uscendo dal seno materno, 9 quando lo circondavo di nubi per veste

e per fasce di caligine folta? 10 Poi gli ho fissato un limite

e gli ho messo chiavistello e porte 11 e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre

e qui s`infrangerà l`orgoglio delle tue onde". 12 Da quando vivi, hai mai comandato al mattino

e assegnato il posto all`aurora, 13 perché essa afferri i lembi della terra

e ne scuota i malvagi? 14 Si trasforma come creta da sigillo

e si colora come un vestito. 15 E` sottratta ai malvagi la loro luce

ed è spezzato il braccio che si alza a colpire. 16 Sei mai giunto alle sorgenti del mare

e nel fondo dell`abisso hai tu passeggiato? 17 Ti sono state indicate le porte della morte

e hai visto le porte dell`ombra funerea? 18 Hai tu considerato le distese della terra?

Dillo, se sai tutto questo! 19 Per quale via si va dove abita la luce

e dove hanno dimora le tenebre 20 perché tu le conduca al loro dominio

o almeno tu sappia avviarle verso la loro casa? 21 Certo, tu lo sai, perché allora eri nato

e il numero dei tuoi giorni è assai grande! 22 Sei mai giunto ai serbatoi della neve,

hai mai visto i serbatoi della grandine, 23 che io riserbo per il tempo della sciagura,

per il giorno della guerra e della battaglia? 24 Per quali vie si espande la luce,

si diffonde il vento d`oriente sulla terra? 25 Chi ha scavato canali agli acquazzoni

e una strada alla nube tonante, 26 per far piovere sopra una terra senza uomini,

su un deserto dove non c`è nessuno, 27 per dissetare regioni desolate e squallide

e far germogliare erbe nella steppa? 28 Ha forse un padre la pioggia?

O chi mette al mondo le gocce della rugiada? 29 Dal seno di chi è uscito il ghiaccio

e la brina del cielo chi l`ha generata? 30 Come pietra le acque induriscono

e la faccia dell`abisso si raggela. 31 Puoi tu annodare i legami delle Plèiadi

o sciogliere i vincoli di Orione? 32 Fai tu spuntare a suo tempo la stella del mattino

o puoi guidare l`Orsa insieme con i suoi figli? 33 Conosci tu le leggi del cielo

o ne applichi le norme sulla terra? 34 Puoi tu alzare la voce fino alle nubi

e farti coprire da un rovescio di acqua? 35 Scagli tu i fulmini e partono

dicendoti: "Eccoci!"? 36 Chi ha elargito all`ibis la sapienza

o chi ha dato al gallo intelligenza? 37 Chi può con sapienza calcolare le nubi

e chi riversa gli otri del cielo, 38 quando si fonde la polvere in una massa

e le zolle si attaccano insieme? 39 Vai tu a caccia di preda per la leonessa

e sazi la fame dei leoncini, 40 quando sono accovacciati nelle tane

o stanno in agguato fra le macchie? 41 Chi prepara al corvo il suo pasto,

quando i suoi nati gridano verso Dio

e vagano qua e là per mancanza di cibo?

 

Meraviglie del Regno animale

               Sai tu quando figliano le camozze

e assisti al parto delle cerve? 2 Conti tu i mesi della loro gravidanza

e sai tu quando devono figliare? 3 Si curvano e depongono i figli,

metton fine alle loro doglie. 4 Robusti sono i loro figli, crescono in campagna,

partono e non tornano più da esse. 5 Chi lascia libero l`asino selvatico

e chi scioglie i legami dell`ònagro, 6 al quale ho dato la steppa per casa

e per dimora la terra salmastra? 7 Del fracasso della città se ne ride

e gli urli dei guardiani non ode. 8 Gira per le montagne, sua pastura,

e va in cerca di quanto è verde. 9 Il bufalo si lascerà piegare a servirti

o a passar la notte presso la tua greppia? 10 Potrai legarlo con la corda per fare il solco

o fargli erpicare le valli dietro a te? 11 Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande

e a lui affiderai le tue fatiche? 12 Conterai su di lui, che torni

e raduni la tua messe sulla tua aia? 13 L`ala dello struzzo batte festante,

ma è forse penna e piuma di cicogna? 14 Abbandona infatti alla terra le uova

e sulla polvere le lascia riscaldare. 15 Dimentica che un piede può schiacciarle,

una bestia selvatica calpestarle. 16 Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi,

della sua inutile fatica non si affanna, 17 perché Dio gli ha negato la saggezza

e non gli ha dato in sorte discernimento. 18 Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali:

si beffa del cavallo e del suo cavaliere. 19 Puoi tu dare la forza al cavallo

e vestire di fremiti il suo collo? 20 Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?

Il suo alto nitrito incute spavento. 21 Scalpita nella valle giulivo

e con impeto va incontro alle armi. 22 Sprezza la paura, non teme,

né retrocede davanti alla spada. 23 Su di lui risuona la faretra,

il luccicar della lancia e del dardo. 24 Strepitando, fremendo, divora lo spazio

e al suono della tromba più non si tiene. 25 Al primo squillo grida: "Aah!..."

e da lontano fiuta la battaglia,

gli urli dei capi, il fragor della mischia. 26 Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero

e spiega le ali verso il sud? 27 O al tuo comando l`aquila s`innalza

e pone il suo nido sulle alture? 28 Abita le rocce e passa la notte

sui denti di rupe o sui picchi. 29 Di lassù spia la preda,

lontano scrutano i suoi occhi. 30 I suoi aquilotti succhiano il sangue

e dove sono cadaveri, là essa si trova.

Umile risposta di Giobbe

1 Il Signore riprese e disse a Giobbe: 2 Il censore vorrà ancora contendere con l`Onnipotente?

L`accusatore di Dio risponda! 3 Giobbe rivolto al Signore disse: 4 Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?

Mi metto la mano sulla bocca. 5 Ho parlato una volta, ma non replicherò.

ho parlato due volte, ma non continuerò.

 

Dio parla ancora

                Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse: 7 Cingiti i fianchi come un prode:

io t`interrogherò e tu mi istruirai. 8 Oseresti proprio cancellare il mio guidizio

e farmi torto per avere tu ragione? 9 Hai tu un braccio come quello di Dio

e puoi tuonare con voce pari alla sua? 10 Ornati pure di maestà e di sublimità,

rivestiti di splendore e di gloria; 11 diffondi i furori della tua collera,

mira ogni superbo e abbattilo, 12 mira ogni superbo e umilialo,

schiaccia i malvagi ovunque si trovino; 13 nascondili nella polvere tutti insieme,

rinchiudili nella polvere tutti insieme, 14 anch`io ti loderò,

perché hai trionfato con la destra. 15 Ecco, l`ippopotamo, che io ho creato al pari di te,

mangia l`erba come il bue. 16 Guarda, la sua forza è nei fianchi

e il suo vigore nel ventre. 17 Rizza la coda come un cedro,

i nervi delle sue cosce s`intrecciano saldi, 18 le sue vertebre, tubi di bronzo,

le sue ossa come spranghe di ferro. 19 Esso è la prima delle opere di Dio;

il suo creatore lo ha fornito di difesa. 20 I monti gli offrono i loro prodotti

e là tutte le bestie della campagna si trastullano. 21 Sotto le piante di loto si sdraia,

nel folto del canneto della palude. 22 Lo ricoprono d`ombra i loti selvatici,

lo circondano i salici del torrente. 23 Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema,

è calmo, anche se il Giordano gli salisse fino alla bocca. 24 Chi potrà afferrarlo per gli occhi,

prenderlo con lacci e forargli le narici? 25 Puoi tu pescare il Levitan con l`amo

e tener ferma la sua lingua con una corda, 26 ficcargli un giunco nelle narici

e forargli la mascella con un uncino? 27 Ti farà forse molte suppliche

e ti rivolgerà dolci parole? 28 Stipulerà forse con te un`alleanza,

perché tu lo prenda come servo per sempre? 29 Scherzerai con lui come un passero,

legandolo per le tue fanciulle? 30 Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca,

se lo divideranno i commercianti? 31 Crivellerai di dardi la sua pelle

e con la fiocina la sua testa? 32 Metti su di lui la mano:

al ricordo della lotta, non rimproverai!

 

                  La forza del coccodrillo

                  Ecco, la tua speranza è fallita,

al solo vederlo uno stramazza. 2 Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo

e chi mai potrà star saldo di fronte a lui? 3 Chi mai lo ha assalito e si è salvato?

Nessuno sotto tutto il cielo. 4 Non tacerò la forza delle sue membra:

in fatto di forza non ha pari. 5 Chi gli ha mai aperto sul davanti il manto di pelle

e nella sua doppia corazza chi può penetrare? 6 Le porte della sua bocca chi mai ha aperto?

Intorno ai suoi denti è il terrore! 7 Il suo dorso è a lamine di scudi,

saldate con stretto suggello; 8 l`una con l`altra si toccano,

sì che aria fra di esse non passa: 9 ognuna aderisce alla vicina,

sono compatte e non possono separarsi. 10 Il suo starnuto irradia luce

e i suoi occhi sono come le palpebre dell`aurora. 11 Dalla sua bocca partono vampate,

sprizzano scintille di fuoco. 12 Dalle sue narici esce fumo

come da caldaia, che bolle sul fuoco. 13 Il suo fiato incendia carboni

e dalla bocca gli escono fiamme. 14 Nel suo collo risiede la forza

e innanzi a lui corre la paura. 15 Le giogaie della sua carne son ben compatte,

sono ben salde su di lui, non si muovono. 16 Il suo cuore è duro come pietra,

duro come la pietra inferiore della macina. 17 Quando si alza, si spaventano i forti

e per il terrore restano smarriti. 18 La spada che lo raggiunge non vi si infigge,

né lancia, né freccia né giavellotto; 19 stima il ferro come paglia,

il bronzo come legno tarlato. 20 Non lo mette in fuga la freccia,

in pula si cambian per lui le pietre della fionda. 21 Come stoppia stima una mazza

e si fa beffe del vibrare dell`asta. 22 Al disotto ha cocci acuti

e striscia come erpice sul molle terreno. 23 Fa ribollire come pentola il gorgo,

fa del mare come un vaso da unguenti. 24 Dietro a sé produce una bianca scia

e l`abisso appare canuto. 25 Nessuno sulla terra è pari a lui,

fatto per non aver paura. 26 Lo teme ogni essere più altero;

egli è il re su tutte le fiere più superbe

 

Giobbe ritratta le sue parole

 

              1 Allora Giobbe rispose al Signore e disse: 2 Comprendo che puoi tutto

e che nessuna cosa è impossibile per te. 3 Chi è colui che, senza aver scienza,

può oscurare il tuo consiglio?

Ho esposto dunque senza discernimento

cose troppo superiori a me, che io non comprendo. 4 "Ascoltami e io parlerò,

io t`interrogherò e tu istruiscimi". 5 Io ti conoscevo per sentito dire,

ma ora i miei occhi ti vedono. 6 Perciò mi ricredo

e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

 

Reintegrazione di Giobbe

 

Dopo che il Signore aveva rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: "La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. 8 Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinchè io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe". 9 Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe. 10 Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. 11 Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d`oro. 12 Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. 13 Ebbe anche sette figli e tre figlie. 14 A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. 15 In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell`eredità insieme con i loro fratelli. 16 Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant`anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. 17 Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

Sei arrivato fino in fondo, lettore? Non ti lamentare che la lettura era lunga: Frate Maurizio non mi ha risparmiato nemmeno il dialogo di Giobbe con i quattro amici (ve lo andate a leggere, se volete!)
Ma vi assicuro che la lettura mi ha veramente risposto a quel che mi ero sempre domandato: spero di cuore che abbia risposto anche a Voi.
In San Giorgio.
Fraternamente


W.B. Capovaccaio Burbero