CIALTRONAGGIO ALLA RIBALTA!

Della serie: non si vuole proprio comprendere l’essenza dello Scoutismo….

 
 
 
 
"BRANCA, BRANCA, BRANCA..
LEON, LEON LEON..." (2)

di Capovaccaio Burbero

   
   
A volte ci sembra che rischiamo davvero di ripeterci. Ma è più forte di noi. “REPETITA IUVANT” ammonivano i Latini… “Sed stufant!” – rispondiamo noi con ilare latino maccheronico..
E’ che purtroppo ci troviamo, nostro malgrado, di fronte a certe scene melodrammatiche, che veramente demoralizzano non solo noi stessi, ma lo Scoutismo in sé stesso!
Ma veniamo al dunque. San Feliciano Sul Trasimeno (Pg), Domenica 13 Agosto 2006.
Il “Don” della parrocchia di San Feliciano, Don Abele, che collabora con fattivo e fraterno spirito di servizio con GIUNGLASILENTE, viene contattato dal Riparto nautico del gruppo Scout _______ (non facciamo nomi perché non si possono fare, ma tanto chi ci si deve riconoscere, ci si riconosce sicuro): “Padre, la preghiamo: venga a celebrare la Santa Messa presso il nostro campo per Ferragosto.. E’ possibile alle ore 15?”
Don Abele, sacerdote attaccato alla sua missione pastorale, accetta di buon grado e chiama GIUNGLASILENTE per ottenere una “delegazione” che possa fare amicizia o comunque intrattenere delle appropriate “pubbliche relazioni” scout. “Verrò io stesso” - (Capovaccaio Burbero).
GIUNGLASILENTE accetta di buon grado. Si tratta del 15 di Agosto, ma come dire di no al caro Don Abele? E come venir meno al proprio servizio?
Martedì 15 Agosto 2006. Ore 15 e successive. Torricella di Magione (Pg) in riva al Lago Trasimeno. Campo scout nautico di cui sopra.
Arrivo per primo. Mi metto il fazzolettone, scendo dalla macchina e mi incammino per il campo, salendo su per un dossetto. Di lontano mi vedono, mi osservano incuriositi. Ma nessuno si avvicina. Eppure si vede che sono uno scout. E come se si vede! Solo un rover, che stava li vicino a me per caso, solo dopo che gli allungo la mano sinistra ed un sorriso, si decide di salutarmi.. Mi dà la mano. Mi aspetto il peggio.. inceve no: incrocia la sua mano con la mia. Il saluto scout. “Benone!” – Mi dico. Ma non sapevo che la “TRAGEDIA” si doveva ancora consumare! I Capi mi stanno ancora guardando con fare interrogativo e non mi salutano finchè non gli arrivo sotto il naso.. Mi presento. Do loro la mano.. Macchè… Niente saluto scout!
Mi do uno sguardo intorno al campo: aspettavano ospiti ma il campo è sotto sopra. Roba stesa, roba in terra, cartacce.. Più in là il Riparto misto che sta sistemandosi per la Santa Messa.
Nel frattempo mi presento, racconto loro dello scoutismo nella zona, cerco di lumeggiare al meglio la mia figura, di rompere un po’ il ghiaccio. Ma sembra che non glie ne importi un tubo. Mentre parlo qualcuno si dilegua. Mi azzitto. Arriva Padre Abele con la sua Ford Fiesta.
Padre Abele è un po’ imbranato in macchina, l’età àcomincia ad incedere e magari i riflessi non sono più quelli di un tempo. Sale la dunetta con la macchina e non si avvede che davanti a lui c’è un canaletto un po’ profondo. Va per metterci la ruota anteriore sinistra che ovviamente comincia a sprofondarcisi. “O, PADRE: NON SI IMPANTANI, CHE POI DOPO NON L’AIUTIAMO MICA A TIRARLA FUORI!” – Lo apostrofa uno dei Capi che stavano parlando con me. Uno dei Capi, dico, perché nessuno si è sognato di dirmi chi di loro era il Capo Gruppo, se c’era, chi di loro fosse il Capo unità, ecc.. Cerco di dedurlo io dalle varie barrettine funzionali. Alla faccia del servizio, dello spirito di fratellanza…
Attendiamo che Don Abele si prepari e nel frattempo mi viene chiesto l’inesorabile questito: “ Ma che fazzolettone è? L’ASCI? E come mai l’ASCI e non _______ ? Ma come mai fate queste scelte?” – Mi viene di notare che questo mio interlocutore ha la fibbia (vecchia) dell’ASCI e glie lo faccio presente.. E lui: “ Toh! Che spirito di osservazione! Di solito questa domanda non me la fa mai nessuno perché nessuno ci capisce nulla!” – Comunque mi spiega che nel ’69 aveva fatto parte dell’ASCI e che quindi da allora quella fibbia non se l’era più tolta per ricordo. Ma quando comincio a fargli discorsi un po’ più approfonditi sulla storia dello scoutismo e sullo scoutismo attuale in Italia, comincia a fare il vago e a dirmi continuamente di si. “Ho capito” – penso tra me e me “Questo non ha più argomenti. E poi sono ospite. Dai, Capovaccaio Burbero, non far trapelare il perché del tuo totem.. Non diventare una bestia quando viene calpestato il metodo. Che te ne importa? Tanto sei qui solo per la Santa Messa!” – Decido quiondi di non dir più nulla. Durante la celebrazione, però, i miei occhi cominciano a posarsi sui particolari. E li, al Capovaccaio Burbero cominciano veramente a girare.. ehm comincia qualche disturbo di fegato:
1.Il riparto fa fronte all’altare, non forma il normale quadrato o cerchio: tutti in piedi a far fronte. Qui, noto che i guidoni, a mezzo marinaio perché appunto trattasi di Riparto nautico, sono proprio messi male, con le bandierine tutte strappate e che ormai non si reggono più all’alpestok;
2. Tutti RIGOROSAMENTE con le scarpe da ginnastica mille colori, laide, sozze e molti senza calzettoni. Eppure avevano avuto tutto il tempo di mettersi l’uniforme per benino..
3. Già, l’uniforme… Chi con la camicia, chi con la POLO, chi addirittura senza distintivi e quelli che li avevano, si vede che avevano avuto l’autorizzazione di metterli dove volessere, secondo il proprio gusto! I pantaloncini? Chi li aveva e chi no. Al loro posto, spesso, dei pantaloncini corti alla pescatora, se non pseudo costumi!
4. Cappellone o copricapo: NO! Nessuno l’aveva.. Al limite uno squallido fazzoletto messo in testa a mo’ di bandana. Tutti visibilmente sporchi, camicie con patacche di fango ignominiose, fazzolettoni messi alla Hamphry Bogart;
5. Inizia la Santa Messa. SCAZZO completo. Scusate la parola, ma era l’unico termine che rendeva l’idea: i capi squadriglia si appoggiano stancamente al guidone e cominciano a sbadigliare.. Nelle retrovie, iniziano le risatine e gli sberleffi. A nulla valgono delle stanche occhiatacce dei loro Capi.
6. Padre Abele è un mansueto ed il suo fare trapela questa mansuetudine: incede e parla piano piano.. MODICO GRADU, dicevano sempre ‘sti latini, perché è convinto che tutti devono aver modo di comprendere e meditare la Parola di Dio, mentre parla. Anche il suo modo di parlare è accomodante e mansueto. Ed è appunto questa mansuetudine ed il fatto che la Santa Messa si reitera per qualche minuto in più, che inizia il RIDAZZO GENERALE! Tanto che lo stesso Padre Abele è costretto più volte ad interrompersi, a volte facendo cenno con una mano al fine di poterli indurre a fare un po’ di silenzio..
7. La Santa Messa non è stata preparata e questo lo rivela il fatto che i canti non sono conosciuti più di tanto ai ragazzi che cantano a bassa voce e contro voglia. Quando poi Don Abele spiega che si sta festeggiando l’Assunta in Cielo e che alla fine della Liturgia vorrebbe un canto alla Madonna, le “cicale” entrano in crisi: cominciano a scuotere la testa, a confabulare: è il panico. Mi avvicino a uno di loro: “Mi sembrate un po’ in crisi – dico loro – perché non intonate alla Nostra Madonna della Strada?” – Mi guardano e capisco: “Madonna degli Scout, la conoscere? Scritta da Don Andrea Ghetti” – “AH! – Mi rispondono – La conoscono… Io sudo freddo.. Comprendo che Don Andrea Ghetti non sanno chi sia. Torno nel mio silenzio. Accettano la mia proposta.
8. Le letture ed i salmi: una guida viene chiamata a leggere il salmo responsoriale… Ma quella guarda un Capo e fa gesto con una mano e dice: “CHE?” Tutti scoppiano a ridere. Si consideri che siamo nel mezzo della celebrazione eucaristica. Don Abele comincia a guardarmi. Sarà dura ora fargli comprendere che gli Scouts non sono così, che lo Scoutismo non è questo. Mi ripropongo di andarlo a trovare in settimana. Forse è meglio. Rimpiango amaramente gli esploratori e le guide del Bitritto: “DOVE SIETE?” – Piagnucolo tra me e me.
9. I ragazzi e le ragazze continuano a guardarmi con un non so che di curiosità. Del resto non sono stato presentato e nemmeno Don Abele che officia la Santa Messa. Nessun Capo Gruppo ha preso la parola e nessuno lo farà nemmeno dopo la celebrazione. Rimango uno sconosciuto. Termina la Messa e nessuno ci considera più… Avevo in tasca una macchinetta fotografica digitale per immortalare l’evento di questo riparto sul Trasimeno. La rimetto in tasca. Non ce la faccio. Che fotografo, del resto? Un manipolo di sporchi e maleducati? Si, maleducati. Ragazzi e ragazze che sono stati educati ad uno Scoutismo senza metodo, ad uno pseudo stile, alla risarella continua, allo sbraco totale, alla presa in giro…
Ringrazio il Signore che non si tratti di un gruppo che sta sotto il mio Commissariato: li avrei raddrizzati a dovere: avrei fatto come Gesù che con il bastone scacciò i mercanti dal tempio.
Quando vedo certe cose, ecco che il mio totem viene fuori. Non riesco a non essere burbero. Me ne vado alla chetichella, prima di Padre Abele. A lui lo vedrò in settimana. Solo un capo mi saluta, quello con cui parlai. Gli altri ancora si domandano chi fossi io. Nemmeno si immaginano che sono uno di GIUNGLASILENTE, osservatore di tradizioni scout. “ORA LI SBATTO NEL BLOG. COME MINIMO!” - E l’ho fatto!
Vendetta? E di che? Il cristiano non si vendica. Del resto non ho fatto nomi. Ma dobbiamo renderci conto che se si vogliono fare queste cose, si possono fare.. MA NON SI METTA L’UNIFORME, NON CI SI CHIAMI SCOUT, NON CI SI FREGI DI UN COSI ALTO NOME, CHE HA VISTO PURE VITTIME A DIFESA DEL NOSTRO IDEALE! E ci si chiede come mai abbiamo scelto l’ASCI, come mai GIUNGLASILENTE, insieme a pochi altri, continui a difendere IL METODO, LO STILE, IL PRIMARIO SCOUTISMO.
Oggi ho dovuto sentire la panzana che lo scoutismo SI DOVREBBE ADEGUARE CON I TEMPI, PERCHE’ ESISTONO I COMPUTER! ALLORA CHE FACCIAMO, NELLO ZAINO CI INFILIAMO UN PORTATILE? LO SCOUTISMO INSEGNA LA VITA ALL’ARIA APERTA, L’AMORE NELLA VITA SEMPLICE (non vi sa un po’ di Francescanesimo?) NON INSEGNA DI CERTO L’INFORMATICA!
MA DI CHE SCOUTISMO STIAMO PARLANDO?
Mi domando cosa sarebbe accaduto se il nostro compianto LUPO NERO DI FOLIGNO, Alberto Rondoni, avesse visto uno spettacolo così raccapricciante di SCHIFISMO e non di SCOUTISMO! Se avesse visto che durante la Lettura del Vangelo NESSUNO – e dico NESSUNO – SI E’ MESSO SUGLI ATTENTI, A COMINCIARE DAI CAPI, CHE STAVANO A BRACCIA CONSERTE, MENTRE QUALCHE ESPLORATORE SI MANGIAVA LE UNGHIE E QUALCUN ALTRO SI SCACCOLAVA! E’ un linguaggio forte questo, vero? Altrettanta forte è stata la vista dei miei occhi di cosi tanto scempio! Uno scandalo!
E i Capi Squadriglia? Bellissimi: il saluto al guidone sembrava più un gioco di società piuttosto che un deciso, ordinato e sentito gesto di rispetto a Dio Onnipotente! Niente inchino davanti all’Eucarestia, solo quattro stracci attaccati agli alpestok, uno su e uno giù, che sembrava volessero bastonare qualcuno! Inutile far fronte all’altare (non vi dico che schifo: scritte di tutti i tipi sulle TAVOLE che dovevano diventare la Mensa di Nostro Signore! E l’orifiamma? COSA E’ L’ORIFIAMMA? BOH! NON ESISTEVA! PERCHE’ METTERE UN BASTONE IN PIU?
Ma del resto, perché ci stiamo a scandalizzare ancora? Ormai è la maggioranza che si scandalizza quando vede un Riparto inquadrato come quello di VALCONCA O DI BITRITTO! E li si giudica, perché certe cose non si fanno più!
Ma la colpa di chi è, dei ragazzi? Ancora una volta stiamo qui a distinguere le tre “C” ci Capo, le tre classi in cui si può distinguere un Capo scout:
• Il “Capo” con la “C” maiuscola che in tutto e per tutto segue gli insegnamenti di B.P., del Conte Mario di Carpegna, di Mario Mazza, di Don Ghetti, Uccellini, Monass, Catani….. Emeriti sconosciuti, ormai. Un Capo che mette in campo il Metodo;
• il “capo” con la “c” minuscola, un caporale mancato che manca di Metodo, ma che comunque cerca di migliorarsi per diventare “Capo” (CON I CAMPI SCUOLA, ALTRIMENTI NON SI ARRIVA A NULLA);
• il “cialtrone”.
E ancora una volta, guardando simili icone di scoutismo alla “Bella ciao”, non ci viene che da cantare:
“BRANCA, BRANCA, BRANCA, LEON LEON LEON…..”

P.S.: Ieri sera, 14 Agosto 2006, con una Capo Scout FSE, in Assisi, abbiamo osservato dall’alto, mentre scendeva dal centro verso la basilica inferiore, un clan AGESCI: tutti in uniforme, in un silenzio rispettoso, che si accingevano a tornare al loro campo. Erano bellissimi. Quello è Scoutismo.

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